L’esito (scontato) dell’assemblea dei soci Iren dimostra in modo incontrovertibile la criticità di due questioni fondamentali e legate tra loro:
- il potere decisionale, come da tempo sosteniamo, si è chiaramente spostato a Torino e Genova, e a poco giova attribuire al sindaco uscente di Genova Vincenzi le responsabilità del mancato sostegno alla proposta emiliana di incrementare i dividendi;
- l’indirizzo dei soci delle nostre province di ridurre i compensi agli amministratori (di per sé non risolutivo, se non si stabiliscono criteri oggettivi economico-sociali di valutazione del loro operato, come quelli proposti da IdV) si è rivelato debole di fronte all’ormai palese arroganza di una dirigenza che non riconosce più il ruolo sociale dell’azienda e degli azionisti pubblici (ancora maggioritari).
Quantomeno sconcertanti risultano anche le dichiarazioni del presidente Bazzano, che sul tema della tariffa dell’acqua e del rispetto dell’esito referendario ha riportato dati diversi da quelli presentati dalla stessa Iren nel progetto di bilancio 2011, alimentando perciò ulteriormente le nostre perplessità sugli effettivi margini del settore idrico.
Per tutto ciò, non basta proporre dismissioni di asset non strategici per risolvere i gravi problemi economici e finanziari di Iren, che per primi abbiamo denunciato, e interrompere il rovinoso andamento del titolo: occorre riportare realmente i nostri territori e i loro interessi al centro della missione aziendale.
Puntare soltanto ai dividendi (che peraltro – nonostante le previsioni per l’anno in corso – non sono scontati) non porta mai da nessuna parte se non ai deludenti risultati che quest’assemblea ha impietosamente evidenziato.
Francesco Fantuzzi
Dipartimento Economia e Finanza IdV Emilia Romagna


















Italia dei Valori Reggio Emilia esprime apprezzamento per l’avvio dell’attività del Consiglio Locale e per la cosiddetta “via reggiana” per il dopo-Referendum.
I signori del CdA della Fondazione Manodori gestiscono un patrimonio della collettività con criteri assolutamente discrezionali, con il risultato che le casse della fondazione – che una volta assomigliavano ai forzieri dei racconti di pirati di Stevenson – oggi sono ormai vuote: restano circa 780 mila euro.
Qui di seguito trovate l’elenco dei banchetti di raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare per l’
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