26 ago
Antonio Di Pietro: Gheddafi come Bin Laden
Gheddafi sarà a Roma a fine agosto per le celebrazioni del secondo anniversario del trattato di amicizia italo-libico firmato a Bengasi il 30 agosto di due anni fa dal premier Silvio Berlusconi e dallo stesso Gheddafi.
A questo proposito, per chiarire la posizione dell’Italia dei Valori, riportiamo un articolo pubblicato dal presidente Antonio Di Pietro sul suo blog un anno fa:
Mentre gli altri Paesi ospitano Barack Obama, considerato il JFK del nuovo secolo per la sua politica “illuminata”, Berlusconi riceve un fiancheggiatore di terroristi e allontana l’Italia dalle nazioni che contano, quelle in via di sviluppo.
Berlusconi nuoce all’Italia accogliendo un uomo indegno come Gheddafi, e dimostra di non conoscere i numeri della nostra economia: nel 2008 le esportazioni italiane verso gli USA ammontavano a 36.1 mld di US$ con un incremento del 3% rispetto al 2007. Le oltre 800 imprese statunitensi insediatesi in Italia, tra le quali spiccano nomi eccellenti, generano Pil e posti di lavoro che questo governo non crea, anzi, distrugge.
E Gheddafi, vestito da pagliaccio, oltre ad incontrare il suo amico magnate che sperpera soldi pubblici, cosa è venuto a fare? Ad insultare i Paesi con cui fino a ieri eravamo, almeno all’apparenza, amici. Ha indicato l’Italia come un Paese amico dei terroristi, in cui ora, senza intercettazioni è possibile rifugiarsi. E’ venuto ad osannare Bin Laden, di cui si sente evidentemente collega per l’attentato di Lockerbie nel 1988. E’ venuto a ricattarci chiedendoci soldi, molti soldi, se vogliamo che la smetta di spedirci barconi di Stato colmi di disperati.
Ha tenuto una lezione di marketing delle dittature proponendole come un modello altrettanto valido rispetto a quello democratico, un argomento sul quale ha probabilmente ricevuto qualche assist dal nostro clown. E’ venuto a riscuotere l’applauso di politici come il “gladiatore” Cossiga e “zio Giulio” Andreotti che nel loro passato hanno forse sognato e perseguito forme politiche diverse dalla democrazia. E’ venuto a stringere accordi con Eni ed altre industrie di Stato, ricattandole con l’oro nero. E’ venuto a lusingare un migliaio di donne nell’incontro al “pollaio” delle Pari opportunità, umiliando il genere femminile, da lui conosciuto solo ed esclusivamente in termini di harem.
Noi siamo con gli studenti, soprattutto con quelli a cui è stato vietato contestare la visita italo-libica di ieri all’università ‘La Sapienza’ di Roma. Noi siamo con gli italiani. NOI Gheddafi, e i dittatori come lui, non li vogliamo sul suolo del nostro Paese.
Liana Barbati
Segretaria Provinciale


















Il nodo vero da risolvere per il rilancio del trasporto pubblico non può limitarsi alla richiesta di un aumento dei biglietti o prospettando la fusione di Act con altre aziende vicine.
In riferimento all’articolo del 27/07 della Gazzetta di Reggio (
L’Italia dei Valori non ci sta alla nuova colata di cemento sui siti di Ca’ Bertacchi e Regnano.
Antonio Di Pietro ha annunciato poche ore fa dalla 









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