Legge «ad democratiam»: reagire, reagire!
pubblicato il 8 marzo 2010 alle 11:00 da Liana Barbati
A questa nostra traballante democrazia mancava proprio solo la «legge ad partitum».
In una scandalosa progressione, Berlusconi e il suo governo hanno prodotto leggi ad personam (dal Lodo Alfano al Legittimo Impedimento, dal Decreto Intercettazioni al Processo Breve), leggi ad aziendam (decreti a favore di Mediaset e a danno dei suoi concorrenti), leggi ad urbem (quelle degli amici naturalmente, cioè Roma, Catania, Palermo, Brescia) e ora siamo al colpo finale.
La legge è uguale per tutti, ma in Italia ora sappiamo che la legge è uguale solo per noi, perché per loro non vale.
Si sostiene che il decreto fosse necessario per permettere al Pdl di partecipare alle elezioni nel Lazio e in Lombardia. Perché questa regola non è valsa per tutte le altre forze politiche non ammesse anche in altre regioni per mancanza di requisiti?
Perché da cinquant’anni a questa parte nessuno dei precedenti presidenti della Repubblica ha mai avallato una simile soluzione, pur essendosi presentati centinaia e centinaia di casi analoghi?
Perché permettere questo scempio del diritto, dopo che molti esponenti del Pdl pochi giorni fa sul caso Bologna hanno sostenuto che un decreto era inappropriato e incostituzionale, e quindi non si poteva far votare i bolognesi per il sindaco e hanno commissariato la città?
Prendiamo ad esempio la legge sulle centrali nucleari: Saia e Brunetta non vogliono le centrali nucleari in Veneto, Formigoni non le vuole in Lombardia, Cota non le vuole in Piemonte, Polverini non le vuole nel Lazio e Lombardo non le vuole in Sicilia… resta solo la regione Emilia Romagna governata dal centrosinistra, quindi non ci resta che guardare e aspettare la legge ad regionem.
Sanno bene che ogni regione che noi sottrarremo a questo governo e alla sua maggioranza sarà un passo verso la riaffermazione del Referendum dell’87 che vietava l’impianto di centrali nucleari in Italia. Solo la determinazione delle Giunte regionali potrà rappresentare l’ultima ancora di salvezza.
La verità è una e una sola: la legge in Italia non è uguale per tutti!
Ecco perché abbiamo manifestato davanti alla Prefettura a Bologna, e oggi lunedì 8 alle 18 saremo di nuovo assieme alle forze del centrosinistra, e domani martedì 9 alle 18 saremo a Reggio in corso Garibaldi e porteremo le nostre bandiere.
Sabato 13 marzo andremo a Roma in pullman per una grande manifestazione popolare e democratica. Venite con noi, non permettiamogli di stuprare la nostra Costituzione!
Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori













Italia dei Valori esprime il proprio sdegno di fronte all’ennesimo e gravissimo atto di arroganza da parte della Casta, refrattaria al rispetto delle regole che essa stessa ha approvato e indisponibile a riconoscere le proprie palesi responsabilità nell’imbarazzante vicenda delle liste elettorali regionali.
Sembra proprio che ai gravi episodi di corruzione degli ultimi tempi non vi sia fine, e Italia dei Valori non può che ribadire la priorità della propria azione sul tema della questione morale.
L’Italia dei Valori parteciperà, anche da Reggio Emilia, alla manifestazione organizzata dal Popolo Viola contro il Legittimo Impedimento sabato 27 febbraio. Saremo in piazza per informare i cittadini sulle “leggi”, se così si possono definire, che il Governo Italiano ha varato per difendersi dai giudici.
Tanto tempo fa, nelle soffitte del Municipio di Viano, si facevano ancora i consigli comunali…













