Nei giorni scorsi abbiamo appreso dal Presidente Malagoli che nell’ambito della fusione con Modena e Piacenza e della nascita di SETA, ACT eliminerà 900.000 km considerati improduttivi dagli attuali 10.000.000 di km di servizio fornito.
Premesso che ogni scelta che vada nella direzione di una razionalizzazione dei costi e che non abbia ripercussioni sui livelli occupazionali è da noi condivisa, non possiamo evitare di osservare quanto segue:
- se i 900.000 km di servizio erano improduttivi da tempo, perché non si è intervenuti più tempestivamente?
- se invece i 900.000 km, o comunque buona parte dei medesimi, rappresentano l’unica possibilità per chi non è in grado di muoversi con altre modalità di trasporto, ad esempio studenti e pensionati, non possiamo che esprimere preoccupazione in merito, ricordando all’azienda che diversi Comuni soci hanno recentemente approvato una mozione che impegna ACT a garantire che, oltre al fatto che la gestione del trasporto pubblico resti un bene comune, continuino a essere in ogni caso assicurate le linee previste dagli accordi con la Regione e la qualità del servizio prestato, che l’aumento delle tariffe non sia l’unica leva economica utilizzata per il risanamento della gestione, andando a gravare sui cittadini in un periodo di crisi come quello attuale, ma siano incrementati i controlli, ridotti i compensi degli amministratori e i costi di gestione e incentivate politiche tese a una mobilità sostenibile basata sul trasporto collettivo.
Italia dei Valori Reggio Emilia respinge pertanto la possibilità che siano i pendolari a farsi carico degli oneri di una ristrutturazione necessaria per le gravi perdite della passata gestione, ma da governare salvaguardando le condizioni fondamentali di cui sopra.
Francesco Fantuzzi
Responsabile Commissione Prov.le Economia e Finanza IdV


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