Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

Chi assegna il suo 8 x mille decide anche per chi non lo fa

8 per tuttiIn merito alle dichiarazioni del consigliere regionale Fabio Filippi sul convegno del Prof. Odifreddi riguardo la designazione dell’8 per mille intendiamo specificare quanto segue.

E’ incredibile, ma vero: chi assegna il suo 8 per mille decide anche per chi non lo fa.

La legge con la quale è possibile destinare parte delle proprie tasse a una istituzione religiosa o allo Stato si sta rivelando nei fatti un gigantesco sondaggio d’opinione. Nel 2008, il 61% degli italiani non ha dato alcuna indicazione, ma pochissimi sanno che in verità è come se l’avessero data: il 39% che ha espresso una destinazione si trova infatti nella condizione di dividersi il 100% della torta grazie al criterio della proporzionalità dettato dalla legge.

La scelta libera non determina l’effetto presunto, e la ripartizione è obbligata. Una cosa scandalosa, che va contro il buon senso e il principio stesso di giustizia e democrazia.

Se il contribuente non indica un destinatario, il suo 8 per mille viene ripartito sulla base delle indicazioni di chi ha scelto. Stiamo parlando di circa 1 miliardo di euro all’anno.

La cosa è ancor più strana per il fatto che lo stesso criterio non vale nella designazione del 5 per mille, dove vige la libera corrispondenza fra espressione dichiarata e vantaggio per l’ente prescelto.

Chi si esprime, manifesta una chiara volontà di destinare allo Stato o a una istituzione religiosa parte delle sue tasse. Viceversa, chi ritiene di non dover dare alcuna indicazione, dovrebbe essere libero di farlo. Purtroppo non è così: chi tace acconsente e inconsapevolmente finanzia comunque Stato o Chiesa in proporzione alla minoranza che si è espressa.

Andrea Aguzzoli
Segretario Cittadino