19 lug
Chi assegna il suo 8 x mille decide anche per chi non lo fa
In merito alle dichiarazioni del consigliere regionale Fabio Filippi sul convegno del Prof. Odifreddi riguardo la designazione dell’8 per mille intendiamo specificare quanto segue.
E’ incredibile, ma vero: chi assegna il suo 8 per mille decide anche per chi non lo fa.
La legge con la quale è possibile destinare parte delle proprie tasse a una istituzione religiosa o allo Stato si sta rivelando nei fatti un gigantesco sondaggio d’opinione. Nel 2008, il 61% degli italiani non ha dato alcuna indicazione, ma pochissimi sanno che in verità è come se l’avessero data: il 39% che ha espresso una destinazione si trova infatti nella condizione di dividersi il 100% della torta grazie al criterio della proporzionalità dettato dalla legge.
La scelta libera non determina l’effetto presunto, e la ripartizione è obbligata. Una cosa scandalosa, che va contro il buon senso e il principio stesso di giustizia e democrazia.
Se il contribuente non indica un destinatario, il suo 8 per mille viene ripartito sulla base delle indicazioni di chi ha scelto. Stiamo parlando di circa 1 miliardo di euro all’anno.
La cosa è ancor più strana per il fatto che lo stesso criterio non vale nella designazione del 5 per mille, dove vige la libera corrispondenza fra espressione dichiarata e vantaggio per l’ente prescelto.
Chi si esprime, manifesta una chiara volontà di destinare allo Stato o a una istituzione religiosa parte delle sue tasse. Viceversa, chi ritiene di non dover dare alcuna indicazione, dovrebbe essere libero di farlo. Purtroppo non è così: chi tace acconsente e inconsapevolmente finanzia comunque Stato o Chiesa in proporzione alla minoranza che si è espressa.
Andrea Aguzzoli
Segretario Cittadino











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