Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

La Cassazione e il processo Mills

Processo MillsAbbiamo appreso qualche giorno fa che la Cassazione ha reso pubbliche le motivazioni della sentenza del 25 febbraio relativa al processo Mills.

In esse si sostiene che Mills fu reticente perché ricondusse solo genericamente a Fininvest, e non direttamente a Berlusconi, la proprietà delle società offshore. In quel modo Mills favorì il Presidente del Consiglio in quanto imputato in quei procedimenti.

Ricordiamo che la Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell’avvocato inglese, negandogli contestualmente l’assoluzione.

Le motivazioni di cui sopra confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, la corruzione del testimone Mills ad opera di Berlusconi e smentiscono categoricamente le affrettate dichiarazioni di vittoria del medesimo, finalizzate a sconfessare l’operato dei giudici di primo e secondo grado di Milano; in realtà è stata avvalorata la correttezza di tutto il percorso giudiziario, nonostante i proditori e ripetuti attacchi ai giudici politicizzati.

Attendiamo ora al varco il Tg1 di Minzolini e la sua personalissima lettura dell’esito di questa vicenda processuale.

L’Italia dei Valori ribadisce il fondamentale e corretto ruolo della magistratura e l’ormai evidente pericolo derivante da un Presidente del Consiglio, salvo soltanto per la ex Cirielli, intento esclusivamente alla propria imbarazzante autodifesa e alla delegittimazione delle istituzioni del nostro paese.

Francesco Fantuzzi
Responsabile Prov.le Commissione Economia e Finanza

La questione morale e Sandro Pertini

Sandro PertiniSembra proprio che ai gravi episodi di corruzione degli ultimi tempi non vi sia fine, e Italia dei Valori non può che ribadire la priorità della propria azione sul tema della questione morale.

Il quadro che emerge dalle intercettazioni del senatore (auspichiamo presto ex) De Girolamo è infatti decisamente imbarazzante, a prescindere dall’esito giudiziario della vicenda, e pone in primo piano ancora una volta il ruolo negativo della politica e le sue interessenze con faccendieri e malavitosi.

Stupisce francamente la ferma ma tardiva posizione del Presidente del Senato Schifani, che come i suoi colleghi già da un anno e mezzo era a conoscenza della posizione “border line” del senatore indagato.

Non stupisce invece la pur non particolarmente coraggiosa sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (l’«uomo della strada» fatica a comprendere perché una corruzione susseguente sia meno grave di una antecedente), in quanto conferma comunque la corruzione del testimone Mills ad opera del Presidente del Consiglio, ancora una volta appeso alla ex Cirielli e alla conseguente prescrizione di reati chiaramente accertati.

Indigna infine lo stesso «uomo della strada» il pensiero che il risarcimento di 250.000 euro sarà dovuto alla Presidenza del Consiglio per il danno arrecato all’immagine della giustizia…

Qualche giorno fa ricorrevano i venti anni dalla scomparsa del Presidente Pertini ma pochi, tra i quali il Capo dello Stato, hanno reso omaggio alla sua figura limpida e integra e alla sua assoluta onestà. Un immediato confronto con le commemorazioni riservate a ben altri personaggi del Psi nasce spontaneo…

L’Italia dei Valori non ha dubbi in merito e non vuole dimenticare Pertini, e la sua levatura morale sarà sempre più punto di riferimento del suo agire, per evitare che questo dilagante malcostume che parte dall’alto azzeri la credibilità della politica, che finge provvedimenti ma è intenta soltanto ad una patetica autodifesa di casta e alla delegittimazione del fondamentale ruolo della magistratura.

Francesco Fantuzzi
Responsabile Commissione Prov.le “Economia e Finanza”

5 dicembre, “NO Berlusconi DAY” a Roma

NO-B DayL’Italia dei Valori di Reggio Emilia sarà presente a Roma per la manifestazione “NO-B DAY” del 5 dicembre.

Per partecipare alla manifestazione, stiamo organizzando un pullman: se siete interessati a partecipare, telefonate per informazioni e adesioni al numero 348.8205893 (risponde Marzio).

Il contributo spese che vi chiediamo è di 20 EURO.

Il pullman partirà da piazzale Europa alle ore 7.00 in modo da essere presenti a Roma per le 14, ora di inizio della manifestazione.

Ecco il testo dell’appello:

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica dalle accuse che gli vengono rivolte.

Nei prossimi giorni, seguiranno aggiornamenti sull’organizzazione dell’evento, quindi tornate a visitare questa pagina per ulteriori informazioni.

NO-B day

Non siamo più un paese civile

Berlusconi e GheddafiL’Italia dei Valori segue con grande interesse lo sviluppo dei rapporti Italia-Libia.

Con la Presidenza – e l’umoristico intervento – di Berlusconi, la Fao chiude con il più grande flop che la storia ricordi.

Pare che a nessuno importi sapere quanti bambini sono morti di fame, mentre Berlusconi intratteneva gli ospiti con le sue barzellette.

Di fronte al mondo, dopo agli usi a dir poco spregiudicati del Presidente del Consiglio in fatto di escort e veline, ora dobbiamo anche sopportare che Gheddafi trasformi l’Italia nel suo Caravanserraglio. Davanti agli occhi del mondo libico e mussulmano (?), Gheddafi intorta ragazze italiane taglia 42 e di bell’aspetto per convincerle a convertirsi.

Non mi stupisce che, per guadagnare, ragazze ascoltino il Gheddafi illustrare il Corano, esempio di rispetto e valorizzazione della donna.

Come IdV ci chiediamo fino a che punto il Berlusconi “consumatore finale” di ragazze vuole spingersi per mantenere i suoi affari in Libia?

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori

Le 10 domande di Repubblica al Presidente del Consiglio

10 domande di RepubblicaRaccogliendo l’invito del presidente Antonio Di Pietro, pubblichiamo anche su questo blog le 10 domande di Repubblica al Presidente del Consiglio (per le quali Silvio Berlusconi ha chiesto un risarcimento danni di un milione di euro al giornale).

  1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
  2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
  3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
  4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile – cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
  5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
  6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
  7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
  8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla Presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di Presidente del Consiglio?
  9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
  10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?