Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

I tempi degli interventi in Consiglio? Troppo lunghi e ridondanti

Bla blaTempi troppo lunghi, ridondanti, che dopo incredibili giri di parole non arrivano al nocciolo della questione e magari vengono pure usati per pura propaganda politica gratuita. Per far fronte alle lentezze delle sedute consigliari in Provincia, il gruppo consigliare dell’Italia dei Valori propone così una variazione sostanziale alla durata degli interventi in Consiglio per aumentare l’efficienza amministrativa e soprattutto la produttività all’interno delle riunioni consigliari.

Il Gruppo Consiliare ITALIA dei VALORI si fa promotore di questa proposta, sostenendo infatti la necessità di correggere al ribasso i tempi dedicati agli interventi di ogni Consigliere. Infatti si è verificato troppo spesso nelle sedute di Consiglio Provinciale che alcuni degli amministratori, eletti dai cittadini, parlino troppo a lungo senza entrare nel merito della questione, magari anche per farsi pubblicità gratuita in vista di imminenti elezioni. Ciò non lo si può più accettare, in quanto così facendo si tradirebbe il ruolo che molti cittadini reggiani ci hanno affidato eleggendoci.

Chiediamo quindi una riduzione dei tempi di intervento affinché si possano concretizzare le esposizioni, restando sempre sulla materia trattata, e vi sia la possibilità di sottoporre il maggior numero di questioni in Consiglio aumentando in questo modo l’efficienza dello stesso.

La macchina amministrativa deve abbandonare i linguaggi prolissi che “non c’azzeccano” nulla con la questione trattata, solo per far pubblicità al Governo nazionale in carica o per altre questioni. Questo è linguaggio da vecchia politica e noi non ci stiamo. Così facendo si svilupperà più sintesi e concretezza per far posto a interventi brevi e semplici, finalizzati ad aumentare così il numero di atti sottoposti e approvati in ogni seduta consigliare.

Sottoporremo quindi alla Commissione Statuto, che si sta impegnando appunto nel modificare il Regolamento del Consiglio Provinciale, tali proposte. L’ITALIA dei VALORI ha avuto il mandato degli elettori anche per questo: per migliorare l’efficienza amministrativa e diminuire i “tempi morti” della politica. Questa amministrazione lo sta già facendo, e noi vogliamo dare ulteriormente il nostro contributo.

Emanuele Magnani
Capogruppo Italia dei Valori

ACT: aumento delle tariffe e probabile fusione con ATCM

ActIl nodo vero da risolvere per il rilancio del trasporto pubblico non può limitarsi alla richiesta di un aumento dei biglietti o prospettando la fusione di Act con altre aziende vicine.

La cosa di cui ha bisogno Act prima di tutto è una trasformazione reale all’insegna di una riduzione dei costi e dell’aumento degli utenti, invece di un aumento delle entrate provenienti solo dall’incremento del prezzo del biglietto e dall’aumento dei contributi chilometrici provenienti dalla Regione.

Riduciamo i costi degli amministratori e del Consiglio di Amministrazione: magari non darà un contributo decisivo al rilancio, ma sarebbe già un primo forte segnale di cambiamento.

Queste poltrone sono destinate a persone espresse da partiti che sono o erano al governo.

Recentemente si è presentato lo stesso Malagoli a Palazzo Allende, in Commissione di Graranzia e Controllo, per dirci che c’è da ripianare un debito (mi pare di 1,5 milioni di euro) e che i soci (Provincia e Comuni) dovranno fare la loro parte. Io invece ritengo che la Provincia non dovrebbe mettere soldi in un “pozzo senza fondo”.

Spiego il perché. Ci dicono che in Act rimarranno una decina di persone con compiti di controllo e indirizzo. Spero che Malagoli non sia tra queste: se si considera un manager, deve rispondere dei risultati deludenti; se si considera un politico, penso che l’azienda potrà fare a meno di lui a maggior ragione. Ma questo ridimensionamento, nei fatti, non avverrà.

In realtà Act sarà tutt’altro che un piccolo sparuto manipolo di esperti che indirizzano le politiche di mobilità e Tpl (Trasporto Pubblico Locale), come ci vogliono raccontare, ma sarà un holding con in pancia il 65% di AE, ovvero l’azienda (privata?) che svolgerà il servizio di Tpl al posto di Act. Il messaggio è questo: «dateci i soldi per ripianare il debito per l’ultima volta, che poi finisce tutto in mani private».

Ritengo invece sia probabile che i soci (Provincia e Comuni reggiani) dovranno ripianare ancora futuri debiti di AE, essendo proprietari tramite Act dell’azienda, senza avere nulla di buono in cambio, anzi dovendo accettare inevitabilmente una maggiore precarizzazione dei lavori di Act, con inevitabili ricadute sulla qualità del servizio.

L’idea illustrata da Malagoli in Commissione suonava come un taglio dei percorsi poco frequentati dagli utenti e antieconomici, fino ad arrivare alla quantità finanziata dalla Regione. Io ho sempre inteso il contributo regionale come utile laddove il servizio è antieconomico; penso, ad esempio, alla montagna o ai quartieri periferici, visto che il centro – immagino – si finanzia col solo prezzo del biglietto. La Regione finanzia un servizio: non è un bancomat. Come in un’azienda industriale ci sono degli “scarti”, così nel Tpl ci saranno linee che lavorano con pochi utenti, ma offrono un servizio alla popolazione.

Io credo che la chiave della ristrutturazione di Act venga – oltre che dal passo indietro che deve fare la politica – dal dotarsi di una flotta di autobus moderni, con bassi costi di gestione, valutando ipotesi di noleggi a lungo termine e di autobus più piccoli. Cedere la vecchia flotta di autobus Act ad AE non alleggerisce lo stato finanziario di Act, da un lato, e dall’altro appesantisce la gestione di questa “new company” con un patrimonio di autobus vecchi e inefficienti.

Autobus nuovi garantiscono un servizio all’altezza delle aspettative di trasporto, che solo mezzi moderni possono soddisfare; penso ad esempio all’aria condizionata, almeno sui bus a media/lunga percorrenza. Senza questi servizi, chi prenderà l’autobus sarà solo colui che non ha alternative, e quindi non vi saranno nuovi utenti e non aumenterà il numero di passeggeri.

Chiederei di fare una stima del valore degli autobus, e di vendere tutti quelli vecchi (la grande maggioranza). In questo modo, invece che conferire alla nuova società una “mela avvelenata” che ne appesantisce i costi, le si darebbe la possibilità di avere un margine di manovra maggiore, dotandosi – tramite affitti o leasing a lungo termine – di mezzi che necessitano di minor manutenzione, con meno costi di gestione e anche meno inquinanti: siamo una delle città più inquinate d’Europa, e ogni sforzo per migliorare tale situazione va fatto senza esitazione.

Rudy Baccarani
Consigliere Provinciale

Una legge contro la libertà e la democrazia: una vergogna!

Emanuele Magnani e Rudy BaccaraniLa legge sulle intercettazioni che il Governo Berlusconi impone al Parlamento Italiano costituisce un attacco senza precedenti alla libertà e alla democrazia del nostro Paese.

Questa legge avrà come unici risultati sicuri l’impedimento dei lavori di indagine, il bavaglio alla stampa e l’assecondamento delle mafie.

E’ del tutto coerente con questo disegno illiberale l’attacco sconsiderato, frontale e vergognoso che il Presidente del Consiglio Berlusconi ha sferrato contro la Costituzione Italiana, evidenziando i cardini di una vera e propria cultura totalitaria.

La blindatura della “Legge Bavaglio” attraverso il voto di fiducia suona come offensiva non soltanto delle prerogative del Parlamento, ma anche del lavoro in Commissione dei senatori, compresi quelli di maggioranza che in questo modo sono stati trattati da burattini.

I gruppi consigliari provinciali Pd e IdV si fanno interpreti dell’indignazione di ogni democratico reggiano contro questa legge vergognosa, e invitano i propri rappresentanti in Parlamento a opporre la più dura resistenza alla sua approvazione.

Emanuele Magnani
Capogruppo Consiglio Provinciale Italia dei Valori


Abbiamo ospitato in Consiglio Provinciale il professor Nicaso, esperto mondiale sui temi della criminalità organizzata, che ci ha parlato del tema delle infiltrazioni mafiose nella provincia e nella regione.

Il tema è di estrema attualità, visti i recenti attacchi intimidatori a Reggio Emilia, legati alla ‘ndrangheta.

Mi sono permesso di fare la seguente domanda: «Qual è la sua opinione sulle conseguenze che avrà la nuova legge sulle intercettazioni nell’efficacia alla lotta alla criminalità organizzata?». Risposta: «Si tornerà all’anno zero nella lotta alla criminalità. Quello che succede è inspiegabile: io vivo in America e non capisco la vostra politica. Il governo aveva fatto due buone leggi: abolendo il patteggiamento in appello per chi era stato riconosciuto colpevole in primo grado e snellendo le procedure nella confisca dei beni. Qui si favorisce la privacy dei mafiosi con delle scuse. Questo provvedimento assieme a quello che consente di mettere all’asta i beni che non si riescono ad affidare a cooperative sociali (e che saranno comprati da prestanomi dei mafiosi) creeranno enormi disastri nella lotta alla mafia»LA MAFIA RINGRAZIA.

Rudy Baccarani
Consigliere Provinciale Italia dei Valori

NO al Nucleare nella provincia di Reggio Emilia

NO Nucleare nella provincia di Reggio EmiliaIl gruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio Provinciale ha presentato un Ordine del Giorno contro il ritorno delle centrali nucleari sul suolo italiano.

Il Governo Berlusconi non ha avuto il minimo rispetto per quei cittadini che nel 1987, con un Referendum, hanno voluto eliminare questa tecnologia per la produzione di energia nel nostro paese. Si vede che il popolo serve ai nostri cari dirigenti solo nel momento delle elezioni e non quando si prendono decisioni per il bene della collettività.

Questo potrebbe diventare un vero problema di sicurezza per il nostro paese, vista la tecnologia obsoleta acquistata dalla Francia e dalla Russia per la costruzione delle centrali nucleari. Tale tecnologia causa ogni anno circa 100 incidenti in Francia, fortunatamente per il momento innocui, ed è la stessa del disastro di Chernobyl! Senza contare il fatto che le prime centrali sarebbero in funzione fra non meno di una decina d’anni, e potrebbero a loro volta funzionare per una ventina.

Chiederemo quindi al Consiglio Provinciale e alla Giunta di impegnarsi a far si che sul nostro territorio non si costruiscano centrali nucleari, che non ci possano essere magazzini per lo stoccaggio delle scorie, che non possano transitare veicoli che trasportano scorie nucleari o materiale fissile, in breve a definire la provincia di Reggio Emilia «territorio denuclearizzato».

Questo vuole essere un piccolo gesto a livello nazionale per sensibilizzare la gente sui rischi che correremmo nel ritornare a questa tecnologia. Ci stiamo impegnando nella raccolta di firme per il Referendum, affinché ancora una volta il popolo possa decidere del suo destino.

Emanuele Magnani
Capogruppo Italia dei Valori – Provincia di Reggio Emilia

Discussione urgente in provincia sulla pillola abortiva RU486

Pillola RU-486Sono a proporre una breve riflessione sul dibattito in merito all’OdG urgente presentato nell’ultimo Consiglio Provinciale dal gruppo di Italia dei Valori con tema la pillola abortiva RU-486.

Il tema è sicuramente urgente, perché in questi giorni termina la fase sperimentale e inizia la distribuzione regolare della pillola; in alcune regioni ci sono state sconsiderate dichiarazioni dei neogovernatori leghisti e pertanto si chiede alla Regione di continuare ad applicare la legge e le linee guida regionali.

La consigliera Francesca Carlotti (Lega Nord) ha preso la parola e, come «paladina della non urgenza», si è opposta alla discussione, che è stata rinviata a data da destinarsi dopo il voto in Consiglio.

I lusinghieri risultati elettorali della Lega a Castellarano hanno dato alla testa alla consigliera Carlotti. L’arroganza le ha fatto dire che noi consiglieri IdV in provincia non abbiamo il diritto di richiedere un dibattito urgente sul tema in quanto uomini. Si arroga il diritto di rappresentare tutte le donne, oltreché la Lega Nord, e di minimizzare l’importanza del discutere della pillola abortiva. Mi chiedo se possieda le necessarie doti di equilibrio politico e di attenzione ai bisogni di uomini e donne per presentarsi come sindaco della nostra comunità di Castellarano, come si mormora ormai da tempo.

Rudy Baccarani
Consigliere Provinciale IdV