Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

Manovra finanziaria iniqua e recessiva: colpisce lavoro e servizi, non tocca la Casta, le rendite e i patrimoni, non fa nulla per aiutare a uscire dalla crisi

Manovra finanziariaIl Partito Italia dei Valori di Reggio Emilia esprime la propria preoccupazione per l’imminente manovra finanziaria da 25 miliardi di euro da parte del governo, varata per di più con colpevole ritardo, anche nel riconoscerne la necessità.

Pur prendendo atto dell’ineluttabilità di una manovra aggiuntiva, anche al fine di avviare un serio processo di riduzione dell’indebitamento pubblico, vero tallone d’Achille della nostra economia, non possiamo esimerci dall’osservare come la scelta di non intervenire sulle classi più agiate, coerente con il profilo classista di questo governo, non farà altro che peggiorare il già allarmante quadro economico e occupazionale.

Infatti, misure quali il blocco dei contratti statali e soprattutto la consistente riduzione dei trasferimenti agli enti locali (questi ultimi più del 50% della manovra) avranno pesanti effetti sulla capacità di ripresa dell’economia, riducendo il reddito disponibile e dunque i consumi di larghe fasce della popolazione, nonché la possibilità per gli enti locali di prevedere servizi in linea coi bisogni del territorio e soprattutto delle fasce più deboli che li utilizzano maggiormente.

Inoltre, appare decisamente aleatoria e priva di fondamento la previsione relativa al recupero dell’evasione fiscale, ancor più perché il comportamento del governo nei confronti degli evasori, già beneficiari di scandalosi regali quali lo scudo fiscale, non si è certo finora distinto in quella direzione.

Infine, la montagna dei proclami in materia dell’indispensabile moralizzazione della politica ha partorito il topolino: riduzioni cosmetiche dei costi e dei compensi e nessun apprezzabile cambiamento, a cominciare dalle Province.

Scontata era – purtroppo – l’assenza di misure applicate ai guadagni da operazioni finanziarie speculative o nei confronti delle banche, pure responsabili non secondari della crisi: eppure diversi paesi europei (Germania, Francia, Grecia, Portogallo, Gran Bretagna) hanno aumentato o aumenteranno le imposte alle banche, sulle plusvalenze e sui capital gains, anche al fine di tutelare maggiormente i propri mercati dalle speculazioni e le economie reali.

Come già suggerito a suo tempo da James Tobin, l’applicazione di imposte ad operazioni finanziarie di brevissima durata e non collegate direttamente alla produzione di beni o servizi (classico esempio i derivati) può infatti fungere, oltre che da deterrente alle medesime, come stimolo a investire più stabilmente risorse finanziarie sulle quali le imprese quotate possano contare per la loro ripresa.

E’ altresì grave, oltre che socialmente iniqua, la totale assenza di imposte patrimoniali, che la demagogica ricerca della popolarità di questo governo, con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ha trasformato in un’azione deprecabile nei confronti dei cittadini, contraddicendo peraltro i principi di fondo del tanto sbandierato federalismo fiscale.

Le tasse sul patrimonio, oltre ad allargare la platea dei contribuenti e la base imponibile, si riferiscono infatti a un contesto meno sensibile alle variazioni congiunturali e che dunque non impatta direttamente sulle imprese e sul lavoro dipendente, in ultima analisi su produzione e consumi.

La tassazione della proprietà immobiliare può, con un efficace intervento di revisione catastale, essere ridisegnata in modo da rispettare criteri di equità e progressività (compreso il mantenimento di un regime agevolato per la prima casa), in linea con gli altri paesi europei, in particolare in quelli a struttura federale come gli USA, dove le tasse sulla proprietà rappresentano circa il 75% del gettito degli enti locali. Tanto maggiore è il valore degli immobili sul territorio in cui questi possono essere goduti, tanto maggiore sarà la qualità dei beni pubblici e dei servizi prodotti, e dunque gli enti locali saranno incentivati a migliorarli e i cittadini a contribuire a fronte dell’ottenimento di servizi di elevato valore.

La revisione catastale può avere positivi effetti anche sulla tassazione delle rendite da affitti, che per il futuro potrebbe basarsi su redditi figurativi e non su quelli dichiarati, con effettiva possibilità di accertamento e dunque con risultati davvero efficaci in termini di lotta all’evasione. La tassazione separata dei redditi da locazioni calcolata con riferimento ai dati catastali potrebbe anche uniformarsi alla tassazione delle rendite finanziarie, ad esempio con un’aliquota unica del 20%.

In definitiva, occorrono ben altra serietà nell’affrontare la crisi e nel gestirne l’impatto sulla collettività, soprattutto chi già è penalizzato dalla perdita del lavoro.

E’ necessario prendere atto che la crisi non è un problema episodico ma rappresenta ormai una questione strutturale da affrontare con strumenti innovativi, avendo anche il coraggio di rivedere uno dei principali assunti dell’economia di mercato, in particolare il principio che basti la semplice crescita economica e del Pil per risolvere ogni problema di creazione di ricchezza e di redistribuzione della stessa.

Coordinamento Provinciale IdV Reggio Emilia

Crescita o sviluppo: affrontare la crisi sganciandoci dall’ossessione del Pil

Sviluppo SostenibileItalia dei Valori Reggio Emilia esprime preoccupazione di fronte alla costante emorragia dell’occupazione nel nostro paese, che conferma purtroppo che la crisi sta manifestando ora i suoi effetti più pesanti sulla collettività, e alla contestuale inerzia del governo in proposito.

Si deve prendere anzitutto atto che il fenomeno rappresenta ormai un problema strutturale da affrontare seriamente.
La nostra economia, come tante altre dell’Unione Europea, è infatti basata sulla leva dell’indebitamento e pertanto la spesa pubblica che la supporta non potrà dilatarsi ulteriormente; ne consegue che l’attuale sistema di welfare rischia di non essere sostenibile nel lungo termine, in particolare l’erogazione delle risorse a sostegno dell’occupazione, molte delle quali dovranno comunque terminare entro fine anno.

Appare ormai chiaro che l’attuale crisi non è solo economica e finanziaria, ma anche sociale, e va affrontata con strumenti innovativi e più adatti.

Dobbiamo rivedere uno dei principali assunti dell’economia di mercato, in particolare il principio che basti la semplice crescita economica e del Pil per risolvere ogni problema di creazione di ricchezza e di redistribuzione della stessa.

Oggi occorre il coraggio di non nominare soltanto, ma di praticare concretamente il fondamentale principio dello sviluppo sostenibile, che non necessariamente si traduce in crescita, non solo per motivi di equità sociale ma per la tutela delle risorse sempre più limitate e della qualità della vita dei cittadini.

Il tema è non di rado un tabù anche per la stessa sinistra, che nella propria analisi sociale teme una ricaduta sull’occupazione e dunque sulle classi che tradizionalmente difende, dipendenti dal lavoro e non dai profitti o dalle rendite.

Comprendiamo certamente tali legittime paure, ma dobbiamo prendere atto che la crisi sta investendo non soltanto le imprese industriali ma anche buona parte del terziario avanzato, che negli ultimi anni ha compensato la perdita di posti di lavoro che già da tempo si registrava nell’industria, e ciò appare evidente anche sul nostro territorio.

Sviluppo sostenibile, che potrebbe anche risolversi in una riduzione del Pil, può in ogni caso non significare automaticamente minori posti di lavoro e sicurezza sociale, se al necessario ridimensionamento di settori industriali e dei servizi ormai in declino si affiancheranno i seguenti interventi:

  • la riconversione nei comparti legati all’ambiente e alle energie rinnovabili;
  • il rilancio di un’agricoltura di qualità e rispettosa delle tipicità locali, anche per ridurre la nostra dipendenza dalle materie prime e dai trasporti e per contrastare lo spopolamento delle aree rurali e della montagna;
  • la creazione di Reti di Economia Solidale territoriali, sistemi locali di scambio dove produttori e consumatori, riuniti in Gruppi di Acquisto, si rapportano direttamente tra loro, sulla base del principio della filiera corta;
  • l’aggregazione di filiere produttive, ovvero piccole e medie imprese che collaborano suddividendosi le varie fasi di realizzazione del prodotto;
  • il sostegno alle imprese sociali, che svolgono ormai una fondamentale funzione di supporto al welfare.

La Commissione Economia e Finanza di Italia dei Valori Reggio Emilia intende dunque promuovere un nuovo modello di sviluppo cooperativo e non competitivo, che metta davvero al centro il territorio e un uso corretto delle sue risorse, le persone che lo abitano e il loro benessere, misurabile con parametri diversi dal Prodotto Interno Lordo, che dipende anche dalle spese per riparare danni ambientali o per gli incidenti stradali, dove evidentemente non migliora la qualità della vita del territorio.

Francesco Fantuzzi
Responsabile Commissione Prov.le Economia e Finanza

Vogliamo un lavoro per vivere, e non per morire

Il sistema produttivo della nostra Provincia, in particolare quello rappresentato dalle piccole-medie imprese e dall’artigianato, è corroso ogni giorno da una crisi economica senza precedenti e rispetto alla quale il Governo è latitante, disinteressato al destino delle famiglie e dei lavoratori.

Le nostre amministrazioni locali cercano di attivare aiuti, ma sono bloccate dal Patto di Stabilità del “Golden Boy” Tremonti Robin Hood, ideatore del più grosso regalo alla Mafia che passerà di certo alla storia: lo Scudo Fiscale.

Questo governo, amico dei grandi evasori, ha promesso di ridurre le tasse, ma sta mettendo sul lastrico le famiglie e le piccole imprese sane che hanno fatto la fortuna del nosto territorio.

Pierluigi BersaniSiamo contenti che Bersani, quale neosegretario del Pd, abbia indicato come primo obiettivo la detassazione della tredicesima per tutti i lavoratori italiani. L’Italia dei Valori, avendo ben presente la profonda natura della crisi che colpisce i ceti più deboli, ha già da tempo presentato al Senato – quali modifiche alla Finanziaria per il 2010 – la detassazione della tredicesima, il raddoppio della cassa integrazione ordinaria e l’estensione delle protezioni sociali ai precari. Ora vedremo se il Pd sosterrà le misure che il gruppo IdV ha già presentato al Senato.

Ciò che ribadiamo con forza è “giù le tasse delle tredicesime”, e “giù le tasse degli artigiani e delle piccole-medie imprese”. E cosa importante, “vogliamo un lavoro per vivere, e non per morire”.

Ai nostri banchetti del sabato, in piazza Prampolini a Reggio e in altri comuni e frazioni della provincia, troverete il nostro programma e le nostre proposte sul tema del lavoro.

Nel suo Programma di governo, l’Italia dei Valori ha presentato una serie di misure per rilanciare l’attività delle imprese e consentire loro di superare questa contingenza difficile, con l’obiettivo di diffondere nuovo ossigeno nel tessuto produttivo nazionale. Eccole qui di seguito, brevemente riassunte:

  • diminuzione del carico fiscale alle imprese;
  • eliminazione dell’anticipo di imposte e versamento dell’Iva ad avvenuto pagamento della fattura;
  • liberalizzazione dei servizi pubblici locali perché sia più vantaggiosa l’offerta ai cittadini;
  • indicazione di tassi omnicomprensivi di tutti i costi e per tutte le operazioni bancarie;
  • accelerazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e rimborsi di imposta;
  • sostegno agli accordi con le banche per il finanziamento delle Pmi;
  • riduzione dell’Irap alle Pmi che assumono a tempo indeterminato e investono in ricerca, innovazione tecnologica, risparmio energetico;
  • semplificazione delle procedure amministrative e velocizzazione dell’iter burocratico degli adempimenti per ridurre del 25%, entro il 2010, gli oneri amministrativi;
  • appoggio ai processi di aggregazione delle Pmi per rendere più facile l’accesso ai finanziamenti comunitari;
  • divieto a imprenditori e società ad essi collegate di partecipare, direttamente o indirettamente, alla realizzazione di opere e servizi pubblici qualora siano stati condannati in via definitiva per corruzione o delitti associativi.

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori Reggio Emilia

L’Ancien régime

L'Ancien régimeA giorni alterni il divo Silvio che, Deo gratias, illumina quotidianamente il Paese, non fa che attaccare le istituzioni, questo fastidioso surplus posto ad ostacolo del suo magnifico cammino.

Interpretando probabilmente il pensiero del suo “popolo delle libertà“, ovvero “libero di pensarla come il capo”, ieri inveiva sul Parlamento, secondo per responsabilità della rovina d’Italia solo alla magistratura.

Ma lui è fatto così, ha questo innegabile dono di saperla raccontare, per cui anche la più grossa bestialità che appena qualche hanno fa avrebbe riempito le piazze di cittadini indignati, oggi passa: il continuo minimizzare la crisi, la scarsità dei provvedimenti messi in atto, il modo vecchio e sorpassato di risolvere i problemi… insomma, l’assenza di reali idee innovative.

Continua a leggere…

Adesione manifestazione nazionale Cgil, 4 aprile 2009, Circo Massimo (Roma)

Manifestazione nazionale Cgil, 4 aprile 2009 a RomaL’Italia dei Valori di Reggio Emilia aderisce alla manifestazione nazionale promossa da Cgil, sabato 4 aprile 2009, che si terrà a Roma al Circo Massimo.

A fronte di una crisi economica che sta già producendo effetti pesanti sull’occupazione e sul reddito di milioni di lavoratori e pensionati, e contro le misure messe in campo dal Governo assolutamente insufficienti, l’IdV di Reggio Emilia appoggia e sostiene una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione sulle tematiche SALARI, PENSIONI, LIBERTA’ e DIRITTI.

Continua a leggere…