21 giu
Manovra finanziaria iniqua e recessiva: colpisce lavoro e servizi, non tocca la Casta, le rendite e i patrimoni, non fa nulla per aiutare a uscire dalla crisi
Il Partito Italia dei Valori di Reggio Emilia esprime la propria preoccupazione per l’imminente manovra finanziaria da 25 miliardi di euro da parte del governo, varata per di più con colpevole ritardo, anche nel riconoscerne la necessità.
Pur prendendo atto dell’ineluttabilità di una manovra aggiuntiva, anche al fine di avviare un serio processo di riduzione dell’indebitamento pubblico, vero tallone d’Achille della nostra economia, non possiamo esimerci dall’osservare come la scelta di non intervenire sulle classi più agiate, coerente con il profilo classista di questo governo, non farà altro che peggiorare il già allarmante quadro economico e occupazionale.
Infatti, misure quali il blocco dei contratti statali e soprattutto la consistente riduzione dei trasferimenti agli enti locali (questi ultimi più del 50% della manovra) avranno pesanti effetti sulla capacità di ripresa dell’economia, riducendo il reddito disponibile e dunque i consumi di larghe fasce della popolazione, nonché la possibilità per gli enti locali di prevedere servizi in linea coi bisogni del territorio e soprattutto delle fasce più deboli che li utilizzano maggiormente.
Inoltre, appare decisamente aleatoria e priva di fondamento la previsione relativa al recupero dell’evasione fiscale, ancor più perché il comportamento del governo nei confronti degli evasori, già beneficiari di scandalosi regali quali lo scudo fiscale, non si è certo finora distinto in quella direzione.
Infine, la montagna dei proclami in materia dell’indispensabile moralizzazione della politica ha partorito il topolino: riduzioni cosmetiche dei costi e dei compensi e nessun apprezzabile cambiamento, a cominciare dalle Province.
Scontata era – purtroppo – l’assenza di misure applicate ai guadagni da operazioni finanziarie speculative o nei confronti delle banche, pure responsabili non secondari della crisi: eppure diversi paesi europei (Germania, Francia, Grecia, Portogallo, Gran Bretagna) hanno aumentato o aumenteranno le imposte alle banche, sulle plusvalenze e sui capital gains, anche al fine di tutelare maggiormente i propri mercati dalle speculazioni e le economie reali.
Come già suggerito a suo tempo da James Tobin, l’applicazione di imposte ad operazioni finanziarie di brevissima durata e non collegate direttamente alla produzione di beni o servizi (classico esempio i derivati) può infatti fungere, oltre che da deterrente alle medesime, come stimolo a investire più stabilmente risorse finanziarie sulle quali le imprese quotate possano contare per la loro ripresa.
E’ altresì grave, oltre che socialmente iniqua, la totale assenza di imposte patrimoniali, che la demagogica ricerca della popolarità di questo governo, con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ha trasformato in un’azione deprecabile nei confronti dei cittadini, contraddicendo peraltro i principi di fondo del tanto sbandierato federalismo fiscale.
Le tasse sul patrimonio, oltre ad allargare la platea dei contribuenti e la base imponibile, si riferiscono infatti a un contesto meno sensibile alle variazioni congiunturali e che dunque non impatta direttamente sulle imprese e sul lavoro dipendente, in ultima analisi su produzione e consumi.
La tassazione della proprietà immobiliare può, con un efficace intervento di revisione catastale, essere ridisegnata in modo da rispettare criteri di equità e progressività (compreso il mantenimento di un regime agevolato per la prima casa), in linea con gli altri paesi europei, in particolare in quelli a struttura federale come gli USA, dove le tasse sulla proprietà rappresentano circa il 75% del gettito degli enti locali. Tanto maggiore è il valore degli immobili sul territorio in cui questi possono essere goduti, tanto maggiore sarà la qualità dei beni pubblici e dei servizi prodotti, e dunque gli enti locali saranno incentivati a migliorarli e i cittadini a contribuire a fronte dell’ottenimento di servizi di elevato valore.
La revisione catastale può avere positivi effetti anche sulla tassazione delle rendite da affitti, che per il futuro potrebbe basarsi su redditi figurativi e non su quelli dichiarati, con effettiva possibilità di accertamento e dunque con risultati davvero efficaci in termini di lotta all’evasione. La tassazione separata dei redditi da locazioni calcolata con riferimento ai dati catastali potrebbe anche uniformarsi alla tassazione delle rendite finanziarie, ad esempio con un’aliquota unica del 20%.
In definitiva, occorrono ben altra serietà nell’affrontare la crisi e nel gestirne l’impatto sulla collettività, soprattutto chi già è penalizzato dalla perdita del lavoro.
E’ necessario prendere atto che la crisi non è un problema episodico ma rappresenta ormai una questione strutturale da affrontare con strumenti innovativi, avendo anche il coraggio di rivedere uno dei principali assunti dell’economia di mercato, in particolare il principio che basti la semplice crescita economica e del Pil per risolvere ogni problema di creazione di ricchezza e di redistribuzione della stessa.
Coordinamento Provinciale IdV Reggio Emilia

Italia dei Valori Reggio Emilia esprime preoccupazione di fronte alla costante emorragia dell’occupazione nel nostro paese, che conferma purtroppo che la crisi sta manifestando ora i suoi effetti più pesanti sulla collettività, e alla contestuale inerzia del governo in proposito.
Siamo contenti che Bersani, quale neosegretario del Pd, abbia indicato come primo obiettivo la detassazione della tredicesima per tutti i lavoratori italiani. L’Italia dei Valori, avendo ben presente la profonda natura della crisi che colpisce i ceti più deboli, ha già da tempo presentato al Senato – quali modifiche alla Finanziaria per il 2010 – la detassazione della tredicesima, il raddoppio della cassa integrazione ordinaria e l’estensione delle protezioni sociali ai precari. Ora vedremo se il Pd sosterrà le misure che il gruppo IdV ha già presentato al Senato.
A giorni alterni il divo Silvio che, Deo gratias, illumina quotidianamente il Paese, non fa che attaccare le istituzioni, questo fastidioso surplus posto ad ostacolo del suo magnifico cammino.
L’Italia dei Valori di Reggio Emilia aderisce alla manifestazione nazionale promossa da Cgil, sabato 4 aprile 2009, che si terrà a Roma al Circo Massimo.









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