Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

Sabato 13 marzo: manifestazione contro il «decreto salva liste»

L'Italia non è più una democraziaIl D.L. 5.3.2010, detto «salva liste», è una vergogna!

La nostra Repubblica è ancora una volta sfregiata dall’arroganza di una maggioranza senza pudore. La nostra democrazia è in pericolo!

Quanto è accaduto in questi giorni deve accendere le coscienze dei cittadini onesti. Non è più possibile far finta di niente, non è più possibile accettare questa deriva dittatoriale. Non possiamo più limitarci a resistere: dobbiamo reagire, reagire, reagire! In gioco c’è il nostro futuro.

Italia dei Valori promuove la grande mobilitazione democratica in programma sabato 13 marzo, alle ore 14, a Roma in Piazza del Popolo.

E’ una manifestazione che vedrà partecipi tutte le forze politiche di centrosinistra. Una giornata in cui ogni cittadino onesto deve essere presente. E’ un’emergenza che dobbiamo affrontare per il bene del Paese e portare a Roma tutte le persone indignate per l’ennesimo furto di giustizia.

Non è più momento di procrastinare, non è più momento di pensare che siano altri a dover fare. Ognuno venga – e faccia venire – a Roma con una scopa di saggina: serve una ramazzata a questo governo incapace di fare il bene dell’Italia, perché troppo intenzionato a fare solo gli affari propri.

Inoltrate la comunicazione ad amici e conoscenti, con tutti gli strumenti possibili (email, SMS, telefonate).

Abbiamo organizzato un pullman per Roma. Faremo sapere luogo e orario della partenza, ma vi chiedo di prenotarvi subito, contattando il responsabile del Dipartimento Giovani Alfredo Cervi, che raccoglierà le adesioni al numero 333 7627089 e all’indirizzo email alfioascetix@yahoo.it.

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori

Legge «ad democratiam»: reagire, reagire!

Legge ad democratiamA questa nostra traballante democrazia mancava proprio solo la «legge ad partitum».

In una scandalosa progressione, Berlusconi e il suo governo hanno prodotto leggi ad personam (dal Lodo Alfano al Legittimo Impedimento, dal Decreto Intercettazioni al Processo Breve), leggi ad aziendam (decreti a favore di Mediaset e a danno dei suoi concorrenti), leggi ad urbem (quelle degli amici naturalmente, cioè Roma, Catania, Palermo, Brescia) e ora siamo al colpo finale.

La legge è uguale per tutti, ma in Italia ora sappiamo che la legge è uguale solo per noi, perché per loro non vale.

Si sostiene che il decreto fosse necessario per permettere al Pdl di partecipare alle elezioni nel Lazio e in Lombardia. Perché questa regola non è valsa per tutte le altre forze politiche non ammesse anche in altre regioni per mancanza di requisiti?

Perché da cinquant’anni a questa parte nessuno dei precedenti presidenti della Repubblica ha mai avallato una simile soluzione, pur essendosi presentati centinaia e centinaia di casi analoghi?

Perché permettere questo scempio del diritto, dopo che molti esponenti del Pdl pochi giorni fa sul caso Bologna hanno sostenuto che un decreto era inappropriato e incostituzionale, e quindi non si poteva far votare i bolognesi per il sindaco e hanno commissariato la città?

Prendiamo ad esempio la legge sulle centrali nucleari: Saia e Brunetta non vogliono le centrali nucleari in Veneto, Formigoni non le vuole in Lombardia, Cota non le vuole in Piemonte, Polverini non le vuole nel Lazio e Lombardo non le vuole in Sicilia… resta solo la regione Emilia Romagna governata dal centrosinistra, quindi non ci resta che guardare e aspettare la legge ad regionem.
Sanno bene che ogni regione che noi sottrarremo a questo governo e alla sua maggioranza sarà un passo verso la riaffermazione del Referendum dell’87 che vietava l’impianto di centrali nucleari in Italia. Solo la determinazione delle Giunte regionali potrà rappresentare l’ultima ancora di salvezza.

La verità è una e una sola: la legge in Italia non è uguale per tutti!

Ecco perché abbiamo manifestato davanti alla Prefettura a Bologna, e oggi lunedì 8 alle 18 saremo di nuovo assieme alle forze del centrosinistra, e domani martedì 9 alle 18 saremo a Reggio in corso Garibaldi e porteremo le nostre bandiere.

Sabato 13 marzo andremo a Roma in pullman per una grande manifestazione popolare e democratica. Venite con noi, non permettiamogli di stuprare la nostra Costituzione!

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori

Vieni avanti decretino…

DecretinoItalia dei Valori esprime il proprio sdegno di fronte all’ennesimo e gravissimo atto di arroganza da parte della Casta, refrattaria al rispetto delle regole che essa stessa ha approvato e indisponibile a riconoscere le proprie palesi responsabilità nell’imbarazzante vicenda delle liste elettorali regionali.

Un decreto legge “interpretativo”, per di più presentato e approvato senza attendere le decisioni dei Tribunali preposti, si configura infatti a tutti gli effetti come una sanatoria e rischia di presentare più di un profilo di incostituzionalità.

Se non siamo ormai più stupiti della consueta arroganza del Presidente del Consiglio, non possiamo non definirci, con tutto il rispetto possibile, delusi dal comportamento del Capo dello Stato e dalla sua disponibilità a una soluzione che non solo risolve il problema ma lo enfatizza, incrementando la distanza tra l’attuale sistema di potere e il paese reale.

I cittadini comuni che presentano domanda a un pubblico ufficio o a qualsiasi pubblico concorso debbono infatti, oltre ad essere incensurati, rispettare ogni formalità prevista e in caso di irregolarità anche minime non hanno la possibilità di ricorrere a un decretino; forse tale epiteto è più adatto a loro…

Italia dei Valori intende dire NO all’inaccettabile abuso di potere consumatosi stanotte, che per l’ennesima volta umilia milioni di cittadini e contribuenti onesti che hanno a cuore le regole e le istituzioni.

Francesco Fantuzzi
Responsabile Commissione Prov.le “Economia e Finanza”