5 giu
Manovra economica: tagli a Reggio per 13,4 milioni di euro
Tre cose importanti devono essere molto chiare ai cittadini. La prima è che la manovra finanziaria del governo avrà effetti pesantissimi sugli enti locali, e in particolare sulla spesa per i servizi sociali, l’educazione e le manutenzioni. La seconda è che ad essere colpite dalle conseguenze saranno prima di tutto persone e famiglie che già soffrono difficoltà dovute alla crisi, quindi i più deboli. La terza è che non sarà il Comune di Reggio e non saranno gli altri enti locali a voler tagliare, ma il governo, al quale va attribuita la responsabilità di un’azione finanziaria che, se da una parte è necessaria, dall’altra si profila del tutto iniqua.
E’ un governo che toglie ancora una volta alle fasce più fragili, per mantenere la condizione reddituale dei più abbienti, che non ha agito in modo credibile e determinato sull’evasione fiscale da cui si possono ricavare importanti risorse, ha gravemente inibito l’autonomia degli enti locali attuando un “federalismo alla rovescia”, privandoli – non da oggi – di entrate importanti come l’Ici. Una manovra che affossa l’economia anche a livello locale, proponendo una politica di sviluppo assolutamente inadeguata e inibendo la possibilità di investimento degli enti locali, mantenendo l’iniqua rigidità del Patto di stabilità, anche per i Comuni che, come il nostro, hanno i conti in regola, con ampia disponibilità di risorse autonome, e che hanno già in previsione per il 2010 significativi tagli applicati autonomamente alla spesa.
A differenza delle passate manovre finanziarie che non riducevano i trasferimenti ma agivano principalmente peggiorando gli obiettivi e i saldi rilevanti ai fini del Patto di stabilità (e quindi la capacità di spesa e di pagamento degli investimenti), questa manovra pregiudica fortemente gli equilibri di bilancio corrente degli enti locali (e quindi ad esempio anche la spesa per servizi sociali, scolastici e per la manutenzione) in quanto si tratta di tagli effettivi alle entrate del Comune di Reggio. Ad aggravare la situazione, la conferma degli obiettivi del Patto di stabilità interno.
Per il Comune di Reggio, significa un ulteriore sacrificio in termini di saldi da raggiungere stimabile in 12,6 milioni di euro, con una ulteriore riduzione della capacità di pagamento degli investimenti che passa dai già esigui circa 25 milioni del 2010 a 12,4 nel 2011, con una riduzione sulla media storica dei pagamenti per investimenti del 75%. E’ prevista una ancor più drastica riduzione dei costi degli apparati amministrativi, del personale e degli organi politici, oltre che delle spese di rappresentanza, della pubblicità e della convegnistica stimata dal 10 al 20%.
Se i sacrifici sono necessari, allora che siano equi, sensati e per tutti. Si vuol far passare la manovra come una misura contro gli sprechi della classe politica. In realtà, è una manovra contro la povera gente. Riteniamo che una sistematica e reale lotta all’evasione fiscale, un taglio ai costi della politica e un freno al vertiginoso aumento dei costi della spesa dello Stato centrale (quella dei ministeri è aumentata negli ultimi anni fino al 40%), l’abolizione di vitalizi spropositati e delle auto blu, accompagnata da un’adeguata tassazione delle rendite di valori significativi o elevati sarebbero misure più comprensibili e incisive. Occorre, più che mai in un periodo di crisi, una politica di sviluppo seria unita a una riduzione stabile del deficit: le risorse ottenute andrebbero indirizzate alle famiglie, alle imprese e a riforme strutturali che il Paese e gli enti locali attendono da anni.
Filomena De Sciscio
Vicesindaco Comune di Reggio Emilia

Italia dei Valori Reggio Emilia denuncia lo sconcertante e menzognero comportamento del Governo, che dopo aver a lungo raccontato che l’Italia, grazie anche alla manovra triennale, sarebbe uscita dalla crisi meglio degli altri paesi europei, si vede ora costretto a varare una pesantissima finanziaria da 24 miliardi di euro (27 con i rifinanziamenti per l’anno in corso).
Il Governo si accinge a varare una manovra finanziaria di rilevante portata per fare fronte alla crisi che sta investendo tutto il continente e che mette a serio rischio la stabilità dell’euro, esposto a fenomeni di speculazione che interessano tutti i paesi dell’Unione.
Come Italia dei Valori avevamo chiesto e chiediamo ancora di detassare la tredicesima mensilità per gli anni 2009 e 2010. Questo atto avrebbe portato un po’ di soldi veri, e non virtuali, nelle tasche di tutti i lavoratori.









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