17
mar
Inserito da Liana Barbati in Ambiente e salute, Incontri
Tags: coordinamento, inceneritori
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Il Coordinamento Provinciale dell’Italia dei Valori, riunitosi in data 12/03, ribadendo la propria contrarietà alla costruzione di un nuovo inceneritore, come prospettato e deliberato dalla Giunta Provinciale, dichiara di non riconoscersi nel voto espresso dall’Assessore Spaggiari, che non ha rappresentato la posizione del Partito dell’Italia dei Valori.
Per il coordinamento, la segretaria Provinciale
Liana Barbati.
8
mar
Inserito da Liana Barbati in Ambiente e salute
Tags: elezioni amministrative 2009, inceneritori
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Riportiamo un estratto delle linee di indirizzo politico dell’Italia dei Valori in merito all’ambiente, alla qualità della vita e agli inceneritori (scarica il programma completo).
- raccolta differenziata, con l’obiettivo di arrivare al 65% entro il 2012, con forte incentivazione economica, attraverso la riduzione delle tariffe per chi differenzia o produce meno;
- chiusura dell’attuale inceneritore di Cavazzoli, perché obsoleto;
- incentivo al riciclo dei materiali;
- stipula di protocolli con imprese locali (grosse catene di distribuzione, aziende produttrici, associazioni di commercianti) per ridurre i rifiuti da imballaggio, anche mediante incentivi fiscali;
- utilizzo del 5% della tariffa rifiuti come investimento nel settore della raccolta differenziata, e per gli sgravi fiscali incentivanti la riduzione dei rifiuti da imballaggio;
- incentivo al recupero di energia, sotto forma di metano, dagli scarti organici, forestali e dell’industria agroalimentare, come anche da effluenti zootecnici e fanghi di depurazione;
- sviluppo di strategie per arrivare alla produzione di rifiuti zero;
- “no” alle discariche;
- utilizzo a pieno degli impianti regionali limitrofi a brevi distanze (vedi nuovo inceneritore a Parma) per evitare la necessità di costruire nuovi inceneritori, ma no al “turismo dei rifiuti”, cioè il trasporto di rifiuti anche da altre province se non da altre nazioni, con il conseguente inquinamento. In Italia questo fenomeno è stato accentuato dai forti incentivi statali che hanno favorito l’incenerimento a scapito di altre modalità di smaltimento più rispettose dell’ambiente;
- avvio al percorso del trattamento meccanico-biologico;
- avvio di procedure alternative al termovalorizzatore per lo smaltimento di ciò che resta dopo il trattamento meccanico-biologico;
- “no” alla proposta di un nuovo inceneritore da 165 tonnellate (non vogliamo essere costretti a produrre più rifiuti per farlo funzionare);
- “SI” a strategie di riciclo e riutilizzo dei rifiuti (gassificazione e pirolisi) tali da rendere inutili e obsoleti gli inceneritori, i quali diventano energicamente competitivi solo se di dimensioni mastodontiche, ma in una realtà regionale come la nostra, con un inceneritore ogni 30 km, la cosa non è fattibile, salvo incitare i cittadini a produrne di più; la stessa Commissione Europea già nel 2003 ammetteva che per i piccoli impianti l’alternativa della gassificazione o della pirolisi risultava più conveniente.
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