Contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

La Finanziaria della Vergogna…

TredicesimaCome Italia dei Valori avevamo chiesto e chiediamo ancora di detassare la tredicesima mensilità per gli anni 2009 e 2010. Questo atto avrebbe portato un po’ di soldi veri, e non virtuali, nelle tasche di tutti i lavoratori.

Stabilito che questo è un periodo nero per il nostro Stato, e che gli unici a subirne le conseguenze sono le famiglie, gli operai, i pensionati e i nuovi poveri, cioè quei giovani che devono lavorare 12 ore al giorno con un contratto a tempo determinato per 700 euro, il tutto senza diritti, dobbiamo prendere atto che l’ultimo dibattito che si è tenuto in Parlamento ha riguardato la lunghezza della coda dei cani, e il prossimo sarà su come pitturare alcune stanze.
Mentre Brunetta, Gelmini e Sacconi stanno portando l’Italia nel gruppo dei paesi poco democratici, perché cultura, ricerca, università e scuola per loro sono un costo e un peso, e trattano questi lavoratori come merce di scarto.

Il 2009 ha prodotto nel mondo del lavoro miseria e disuguaglianza sociale: oltre 100 mila precari della scuola sono stati mandati a casa, insieme a un milione di senza lavoro e a un numero imprecisato di aziende che hanno chiuso i battenti. Per loro nessuna menzione nella Finanziaria della disparità sociale e nella Finanziaria della vergogna, che decide di rubare nel piatto delle pensioni. Il Tft che appartiene a tutti i lavoratori ora Berlusconi lo scippa all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Si fregano i soldi del Tfr dei lavoratori.

Il debito pubblico ha raggiunto quota 1.800 miliardi di euro, crescendo a colpi di 10 miliardi di euro al mese: un triste primato di questo Governo. Le entrate sono crollate sotto i colpi della crisi, mai riconosciuta e assistita, e l’unica entrata la porta lo Scudo Fiscale, vergogna che aiuta la mafia e i grandi evasori fiscali a riportare soldi in Italia per comprarsi quello che non hanno già comprato.

Con questa Finanziaria, lo Stato arraffa nelle tasche dei pensionati, tira un calcio agli Enti Locali riducendo i trasferimenti, incatenandoli al Patto di Stabilità e non ascolta i sindaci di tutti i Comuni d’Italia, alla faccia del federalismo, continuando a elargire fondi solo ai pochi Comuni spreconi dei soliti amici.

Invece di pensare al nucelare, al Ponte di Messina, a privatizzare l’Acqua, a distruggere la Giustizia e a cambiare la Costituzione, pro domo sua, comincino a occuparsi dei cittadini e lascino il Tfr agli operai.

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori

Vogliamo un lavoro per vivere, e non per morire

Il sistema produttivo della nostra Provincia, in particolare quello rappresentato dalle piccole-medie imprese e dall’artigianato, è corroso ogni giorno da una crisi economica senza precedenti e rispetto alla quale il Governo è latitante, disinteressato al destino delle famiglie e dei lavoratori.

Le nostre amministrazioni locali cercano di attivare aiuti, ma sono bloccate dal Patto di Stabilità del “Golden Boy” Tremonti Robin Hood, ideatore del più grosso regalo alla Mafia che passerà di certo alla storia: lo Scudo Fiscale.

Questo governo, amico dei grandi evasori, ha promesso di ridurre le tasse, ma sta mettendo sul lastrico le famiglie e le piccole imprese sane che hanno fatto la fortuna del nosto territorio.

Pierluigi BersaniSiamo contenti che Bersani, quale neosegretario del Pd, abbia indicato come primo obiettivo la detassazione della tredicesima per tutti i lavoratori italiani. L’Italia dei Valori, avendo ben presente la profonda natura della crisi che colpisce i ceti più deboli, ha già da tempo presentato al Senato – quali modifiche alla Finanziaria per il 2010 – la detassazione della tredicesima, il raddoppio della cassa integrazione ordinaria e l’estensione delle protezioni sociali ai precari. Ora vedremo se il Pd sosterrà le misure che il gruppo IdV ha già presentato al Senato.

Ciò che ribadiamo con forza è “giù le tasse delle tredicesime”, e “giù le tasse degli artigiani e delle piccole-medie imprese”. E cosa importante, “vogliamo un lavoro per vivere, e non per morire”.

Ai nostri banchetti del sabato, in piazza Prampolini a Reggio e in altri comuni e frazioni della provincia, troverete il nostro programma e le nostre proposte sul tema del lavoro.

Nel suo Programma di governo, l’Italia dei Valori ha presentato una serie di misure per rilanciare l’attività delle imprese e consentire loro di superare questa contingenza difficile, con l’obiettivo di diffondere nuovo ossigeno nel tessuto produttivo nazionale. Eccole qui di seguito, brevemente riassunte:

  • diminuzione del carico fiscale alle imprese;
  • eliminazione dell’anticipo di imposte e versamento dell’Iva ad avvenuto pagamento della fattura;
  • liberalizzazione dei servizi pubblici locali perché sia più vantaggiosa l’offerta ai cittadini;
  • indicazione di tassi omnicomprensivi di tutti i costi e per tutte le operazioni bancarie;
  • accelerazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e rimborsi di imposta;
  • sostegno agli accordi con le banche per il finanziamento delle Pmi;
  • riduzione dell’Irap alle Pmi che assumono a tempo indeterminato e investono in ricerca, innovazione tecnologica, risparmio energetico;
  • semplificazione delle procedure amministrative e velocizzazione dell’iter burocratico degli adempimenti per ridurre del 25%, entro il 2010, gli oneri amministrativi;
  • appoggio ai processi di aggregazione delle Pmi per rendere più facile l’accesso ai finanziamenti comunitari;
  • divieto a imprenditori e società ad essi collegate di partecipare, direttamente o indirettamente, alla realizzazione di opere e servizi pubblici qualora siano stati condannati in via definitiva per corruzione o delitti associativi.

Liana Barbati
Segretaria Provinciale Italia dei Valori Reggio Emilia

9 ottobre, Italia dei Valori Reggio Emilia aderisce allo sciopero nazionale metalmeccanici FIOM-CGIL

Sciopero 9 ottobre 2009, FIOM-CGILAderiamo perché siamo convinti delle ragioni che spingono i metalmeccanici a sacrificare 8 ore di stipendio per manifestare: contro il precariato, contro i licenziamenti e per la democrazia nei luoghi di lavoro.

Il Governo Berlusconi, fino a ieri, ha sempre negato la crisi e oggi dichiara che è superata. Mai una volta che avesse avuto il coraggio di affrontarla. Forse sarà superata per le banche, per le grandi aziende monopoliste, per le tasche degli speculatori e di Berlusconi.

Invece sta arrivando una tempesta nei luoghi di lavoro, con il licenziamento di migliaia di giovani precari e di lavoratori che non hanno o stanno terminando la cassa integrazione. Migliaia di artigiani e piccole medie imprese che hanno contribuito al benessere della nostra provincia – soprattutto quelle che hanno investito – sono strozzate dal credito e rischiano di chiudere.

Quindi è importante reagire contro la crisi, perché rischia di essere pagata solo dai lavoratori, dai pensionati, dalle partite Iva e dagli artigiani. Così come è importante che nelle fabbriche si affermi il principio democratico del voto sulle piattaforme e sugli accordi sindacali, riconsegnando ai lavoratori il diritto di poter decidere sul proprio destino.

Contro i licenziamenti e per la democrazia nei luoghi di lavoro sono gli obiettivi che condividiamo e che ci inducono a partecipare con i nostri rappresentanti, con le nostre bandiere, con il nostro programma di governo alle manifestazioni del 9 ottobre, convocate nelle città di Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Italia dei Valori invita tutti i cittadini a partecipare alle manifestazioni, e sarà presente distribuendo le ragioni della nostra adesione e il programma di governo deciso a Vasto.

In quel programma, il lavoro è al primo posto, con precise proposte a difesa dei lavoratori, delle loro famiglie e delle imprese sane che investono.

Proposte dell’Italia dei Valori sulle problematiche del Lavoro

IdV a fianco dei lavoratoriL’emergenza della crisi che colpirà il mondo del lavoro nel 2009 e nel 2010 prevede risposte efficaci e immediate:

  • blocco dei licenziamenti e utilizzo dei contratti di solidarietà;
  • sostegno diretto a chi è privo di ammortizzatori sociali, con l’estensione della cassa integrazione in deroga;
  • raddoppio della cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane;
  • incremento del reddito della cassa integrazione fino all’80% del salario reale;
  • per cercare soluzioni industriali e occupazionali, proponiamo di predisporre in ogni territorio un piano sociale coordinato dalla sede del governo sul modello francese.

Il tratto inaccettabile di ciò che è accaduto negli anni scorsi, e che il governo Berlusconi persegue con pervicacia, è l’estensione della precarietà a tutti i giovani.

Viviamo una rottura generazionale che non ha precedenti, quindi proponiamo

  • l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti coloro che ne sono privi;
  • la cancellazione di tutte le forme di contratto di lavoro precario, che sostituiscono il diritto a un contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • per tutte le partite Iva con reddito inferiore a 20 milioni di euro annui, la copertura dei periodi di assenza per maternità, malattia e infortuni;
  • la semplificazione dei contratti di assunzione in un’unica tipologia di inserimento lavorativo, cioè l’apprendistato;
  • l’abbattimento del costo del lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato;
  • il salario minimo d’ingresso per i giovani pari a 1000/1100 euro al mese.

Alle gabbie salariali, che creano danni sia ai lavoratori del Nord che del Sud, contrapponiamo una concreta scelta sul fisco che preveda

  • la detassazione della 13ma mensilità per gli anni 2009 e 2010;
  • la riduzione automatica delle aliquote fiscali, che oggi raggiungono il 23% e il 27%, con il recupero dell’evasione fiscale che deve essere ripartito “metà e metà“, il 50% per abbattere il debito dello Stato e il 50% per ridurre le tasse sui lavoratori;
  • gli aumenti salariali dei prossimi contratti nazionali di lavoro devono avere la tassazione con l’aliquota minima;
  • manager di banche, di aziende pubbliche e di aziende che ricevono aiuti di Stato, devono avere un tetto massimo alle loro retribuzioni.

L’Italia dei Valori è contraria alla partecipazione azionaria dei singoli lavoratori nell’impresa, perché presuppone un modello che scarica su di loro tutti i rischi delle eventuali difficoltà, dal posto di lavoro, ai risparmi, al Tfr, alla pensione, fino all’assistenza sanitaria. Proponiamo invece

  • una vera partecipazione dei lavoratori, permettendo ai loro rappresentanti democraticamente eletti di conoscere e discutere a monte le decisioni che vengono assunte, intervenendo direttamente nei consigli di amministrazione e/o nei consigli di sorveglianza sul modello dell’esperienza tedesca.

In Italia c’è una strage quotidiana: i morti e gli infortuni sul lavoro sono il doppio rispetto al resto dell’Europa. Proponiamo

  • una battaglia generale per il ripristino di tutte le norme approvate dal governo Prodi in tema di sicurezza sul lavoro.

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Adesione manifestazione nazionale Cgil, 4 aprile 2009, Circo Massimo (Roma)

Manifestazione nazionale Cgil, 4 aprile 2009 a RomaL’Italia dei Valori di Reggio Emilia aderisce alla manifestazione nazionale promossa da Cgil, sabato 4 aprile 2009, che si terrà a Roma al Circo Massimo.

A fronte di una crisi economica che sta già producendo effetti pesanti sull’occupazione e sul reddito di milioni di lavoratori e pensionati, e contro le misure messe in campo dal Governo assolutamente insufficienti, l’IdV di Reggio Emilia appoggia e sostiene una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione sulle tematiche SALARI, PENSIONI, LIBERTA’ e DIRITTI.

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