3
feb
Inserito da Alessandro Cavoli in Giustizia, Informazione
Tags: lettera, piazza farnese
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In risposta all’editoriale di Umberto Bonafini su “Il Giornale di Reggio” del 30 gennaio (scaricabile in formato PDF da questa pagina).
Non entro nel merito dell’alleanza tra Pd e IdV, dico solo che mi sembra scorretto e pretestuoso usare questo episodio (quello di piazza Farnese -NdR) per chiederne l’annullamento, oltre al fatto che lo stesso IdV potrebbe essere disinteressato ad una futura alleanza.
Quello che mi preme è, invece, questo suo attacco totale verso IdV (che non è solo Di Pietro), la sua politica, la sua ideologia, per una semplice dichiarazione di Di Pietro che adesso vado a discuterle.
Si legga il testo riportato qui e lo confronti con il video dell’intervento per accertarsi che il testo sia stato riportato correttamente. E adesso mi dica dove lei trova un attacco al Presidente della Repubblica: io non lo riscontro (ma lascio alla giustizia l’ultima parola da esperti in Legge).
E’ vero che qualche minuto prima Di Pietro si è lamentato della mancanza di arbitrato e del silenzio del Presidente della Repubblica, ma dimostrare che il silenzio contestato al Presidente è lo stesso silenzio che viene in seguito attribuito ai mafiosi è, a mio parere, una furbata politica, che viene puntualmente sfruttata da giornali e politici per gettare fango contro Di Pietro e, conseguentemente, contro IdV.
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28
lug
Inserito da Marco Breveglieri in Politica
Tags: governo berlusconi, lettera
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Pubblichiamo il commento – quale esempio di ciò che chiedono i cittadini – inviato da Lorena Ferrari alla replica fornita da Pierluigi Visci, direttore de “Il Resto del Carlino”, fornita ad un lettore in merito alla “bastonatura degli statali” e alla “condotta” dell’attuale Governo Berlusconi.
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13
lug
Inserito da Ennio Annibale Maione in Varie
Tags: berlusconi, lettera
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Gentilissimo Cavaliere,
Lei è un uomo ricco e potente, riverito da tanti e invidiato da altrettanti. Lei può permettersi cose che sono proibite ai comuni mortali, come dialogare amichevolmente con i potenti della Terra e avere possedimenti in paradisi terreni, servito come un re da stuoli di ossequiosi camierieri/e, attorniato da avvenenti e “disponibili” fanciulle, e da “amici” fidati, cose che renderebbero felice la stragrande maggioranza dell’umanità. Lei no!
Ho sempre pensato, gentile Cavaliere, che Lei fosse anche un uomo di intelligenza “mostruosa”, oltre che simpatico “guaglione”, questo fino a quando Lei ha deciso personalmente di entrare in politica.
Mi sono chiesto: perché?
La politica poteva lasciarla ai suoi tanti “amici”, che sicuramente non l’avrebbero delusa, com’era avvenuto nel passato. Perché, Cavaliere, doversi rodere il fegato tutti i giorni litigando, ieri con Prodi e oggi con Di Pietro e Veltroni, onesti politicanti, convinti che la Legge sia uguale per tutti, e che hanno in comune l’amore per l’Italia e per la democrazia?
Ovviamente, gentile Cavaliere, la ragione della sua decisione la conosce solo Lei. Posso solo formulare una mia umilissima e fantasiosa ipotesi: Lei è un incontentabile.
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