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Il Comune dismetta i diritti di superficie

gen30
2012
Lascia un commento Scritto da Francesco Fantuzzi

FotoIn questo periodo di crisi e a fronte dei nuovi tagli del Governo sui bilanci degli enti locali, che sono sempre in maggiore difficoltà nel garantire i servizi essenziali per i cittadini, una delle soluzioni individuate è quella delle dismissioni immobiliari.

Si tratta tuttavia di uno strumento di non agevole realizzazione, proprio perché trovandoci in un periodo di sofferenza economica, difficilmente famiglie e imprese avranno la possibilità di effettuare investimenti significativi.

Il Dipartimento Economia e Finanza dell’Italia dei Valori propone invece al Comune di Reggio Emilia un’operazione con maggiori potenzialità economiche: la dismissione dei diritti di superficie sui fabbricati da esso detenuti in tale fattispecie.

Infatti non tutti sono consapevoli del fatto che il Comune ha mantenuto il diritto di superficie su circa 1.200 immobili realizzati in convenzione PEEP all’inizio degli anni ’80, con l’apprezzabile finalità di consentire l’acquisto della prima casa a condizioni più agevolate; in sostanza, il Comune ha conservato sulle aree edificate un diritto per 99 anni, rinnovabile per pari durata.

Al termine del periodo, in assenza di riscatto, la proprietà ritornerà al Comune medesimo. Ciò significa che i cittadini che hanno comprato non dispongono della piena proprietà, non possedendo il terreno sul quale instiste il fabbricato, e per acquisirlo dovrebbero sborsare una certa differenza.

Proponiamo pertanto che il Comune dismetta a prezzi non di mercato (per un appartamento di 100 metri, indicativamente 7-8 mila euro) ma di realizzo i diritti di superficie di cui ancora dispone e che sostanzialmente non sa come sfruttare. Si tratta di diversi milioni di euro, di cui la comunità potrebbe beneficiare e che consentirebbero agli utilizzatori degli immobili in diritto di superficie di usufruire finalmente della piena proprietà a fronte di un onere accettabile.

Francesco Fantuzzi
Responsabile Dipartimento Economia e Finanza IDV Emilia Romagna

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Pubblicato sotto Senza categoria - con tag reggio emilia

Farmacia nel Querciolese ancora più vicina… e ora tocca alla Posta!

gen29
2012
Lascia un commento Scritto da Marco Dallari

FotoIl decreto legge Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività emanato dal Governo il 24 gennaio 2012 dedica un corposo articolo al settore farmaceutico introducendo alcune importanti novità ispirate dalla necessità di favorire la concorrenza e offrire nuove opportunità per i giovani, tra cui la facilitazione dell’accesso alla titolarità delle farmacie garantendone una presenza più capillare sul territorio, l’abolizione del diritto di prelazione dei Comuni sulle stesse, la gestione associata degli aspiranti farmacisti che possono sommare i titoli posseduti per partecipare ai concorsi per il conferimento alle sedi, la liberalizzazione degli orari e dei prezzi con la possiblità di praticare sconti su tutti i farmaci e i prodotti venduti.

Per dimostrare quanto sia effettivamente sentito il tema nella zona, alcuni cittadini hanno promosso una petizione popolare che in soli due giorni ha superato le 100 firme di adesione.

Facendo seguito alla proposta della Provincia di inserire nella pianta organica provinciale una nuova sede farmaceutica per il comprensorio del Querciolese, da ubicarsi nella frazione di Regnano, si chiede all’Amministrazione Comunale di impegnarsi con ogni mezzo per l’istituzione e la realizzazione della nuova farmacia con formale petizione ai sensi dello Statuto del Comune di Viano. Tra l’Amministrazione e i sottoscrittori si potrà giungere alla stipulazione di un accordo nel perseguimento del pubblico interesse, al fine di determinare il contenuto dell’eventuale provvedimento per cui è promossa la petizione.

Le principali forze politiche rappresentate in Consiglio a Viano, nonostante alcune assurde resistenze del Pdl, hanno raggiunto un accordo per promuovere la nascita della farmacia del Querciolese. Dopo un acceso contradditorio si sono valutate le potenzialità di una zona che, pur risentendo delle difficoltà e dei disagi propri dei territori montani, ha un forte bisogno di consolidare la propria comunità anche e soprattutto attraverso lo sviluppo dei servizi e dell’economia locale. Questo presidio farmaceutico potrebbe costituire un essenziale servizio sanitario per i cittadini, da un lato, e un’ottima opportunità per un giovane farmacista che ha voglia di fare impresa nella nostra montagna, dall’altro.

Ora l’iter proseguirà in Provincia per la revisione e l’adozione della nuova pianta organica, che ha la funzione tipica di rendere accessibile a tutti il servizio farmaceutico dislocando opportunamente gli esercizi e vincolandone ciascuno a una specifica porzione di territorio.

La nuova sfida? Potenziare l’ufficio postale. Molti cittadini e il personale postale hanno rilevato un forte incremento della richiesta e dell’attività dell’ufficio postale di Regnano (l’unico esistente per i 1.200 abitanti del Querciolese). Attualmente è aperto tre mattine alla settimana, ed è evidente la necessità di estendere le giornate e gli orari di apertura. Anticipiamo quindi sin da ora che la prossima battaglia sarà quella di potenziale il servizio postale, se occorre anche attraverso una raccolta firme.

Marco Dallari
Consigliere Comunale

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Pubblicato sotto Politica - con tag farmacia, poste, viano

Liberalizzazioni: bufala o possibilità?

gen27
2012
Lascia un commento Scritto da Liana Barbati

FotoLe liberalizzazioni del Governo Monti, cioè le aperture dei mercati delle assicurazioni, dei mezzi di trasporto, di carburanti, gas, trasporti ferroviari e urbani e dei servizi finanziari avrebbero inciso sulle famiglie per quasi 110 miliardi, non comportando quindi alcun vantaggio economico nei confronti di consumatori a cui i benefici dovevano essere rivolti.

Il tema caldo di politica economica degli ultimi giorni, le liberalizzazioni annunciate che costituiranno la seconda fase del Governo Monti, quale base per il rilancio dello sviluppo a lungo termine del nostro paese, necessita di una riflessione attenta.

Come coordinatrice provinciale di Reggio Emilia non posso che condividere in pieno le preoccupazioni espresse da più parti in merito.

Non si può parlare di liberalizzazioni dei trasporti come quello dei taxi o dell’orario di apertura dei negozi se prima non si interviene con vere liberalizzazioni nei confronti delle lobby e delle corporazioni che dominano quasi incontrastate l’economia del paese, quali assicurazioni, banche e imprese del settore energetico e dei trasporti.

Le liberalizzazioni proposte potrebbero apparire come iniziative quasi demagogiche, per non dire populistiche, come sembra stia diventando la liberalizzazione del commercio, una strategia che non solo rischia di affossare centinaia di piccole realtà locali, ma che porterebbe anche a un netto peggioramento occupazionale e della qualità del lavoro… alla faccia del principio dell’equa concorrenza.

Viene da chiedersi cosa se ne faranno le famiglie italiane messe in ginocchio dalla crisi di negozi aperti 24 ore al giorno, dal momento che di soldi da spendere non ce n’è. Una scelta miope ed eticamente criticabile, specialmente se consideriamo che le liberalizzazioni da mettere in atto in grado di portare reali risparmi sono ben altre: colpire le lobby e gli oligopoli, invece delle piccole realtà imprenditoriali, dovrebbe essere il punto di partenza di queste riforme.

Ben vengano quindi le soluzioni innovative, che raccolgono la sfida delle liberalizzazioni, ma a condizione che queste non vadano a calpestare il principio di equità e i diritti dei lavoratori, e che producano in tempi brevi reali risparmi per i cittadini.

Ci auguriamo che il Governo Monti tenga conto delle proteste e dei suggerimenti che provengono da più parti.

Liana Barbati
Coordinatrice Provinciale

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Pubblicato sotto Economia - con tag governo monti, liberalizzazioni

Epidurale: diritto negato al S. Maria Nuova. Perché?

gen26
2012
Lascia un commento Scritto da Liana Barbati

FotoSono sempre più numerose le segnalazioni di donne costrette a partorire nella struttura ospedaliera di Guastalla o di Parma in quanto l’arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia non prevede cure antalgiche per lenire il dolore.

Come coordinatrice IdV, e come donna, fatico a comprendere questa decisione che racchiude al suo interno convinzioni culturali arcaiche, più che reali motivazioni scientifiche.

All’interno del sito dell’Asmn del capoluogo si legge: «Vivere il dolore crea paura, ma riuscire a superarlo determina la crescita, la forza, il potere e trasforma la donna in madre».

Ritengo che questa visione “buona e biblica” del dolore, necessario per trasformare una donna in madre, sia retrograda e inammissibile al giorno d’oggi. Rispettare la libera scelta delle donne sulla modalità e sullo svolgimento del parto è alla base di un servizio sanitario degno di essere chiamato tale.

Auspico pertanto che i vertici dell’arcispedale dimostrino maggiore sensibilità su questo tema, concedendo alle future madri un servizio partoanalgesico gratuito e garantito, nella speranza che le donne reggiane non siano più costrette a fare le pendolari dell’epidurale.

Liana Barbati
Coordinatrice Provinciale

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Pubblicato sotto Ambiente e salute - con tag donne, maternità, reggio emilia
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