In questo periodo di crisi e a fronte dei nuovi tagli del Governo sui bilanci degli enti locali, che sono sempre in maggiore difficoltà nel garantire i servizi essenziali per i cittadini, una delle soluzioni individuate è quella delle dismissioni immobiliari.
Si tratta tuttavia di uno strumento di non agevole realizzazione, proprio perché trovandoci in un periodo di sofferenza economica, difficilmente famiglie e imprese avranno la possibilità di effettuare investimenti significativi.
Il Dipartimento Economia e Finanza dell’Italia dei Valori propone invece al Comune di Reggio Emilia un’operazione con maggiori potenzialità economiche: la dismissione dei diritti di superficie sui fabbricati da esso detenuti in tale fattispecie.
Infatti non tutti sono consapevoli del fatto che il Comune ha mantenuto il diritto di superficie su circa 1.200 immobili realizzati in convenzione PEEP all’inizio degli anni ’80, con l’apprezzabile finalità di consentire l’acquisto della prima casa a condizioni più agevolate; in sostanza, il Comune ha conservato sulle aree edificate un diritto per 99 anni, rinnovabile per pari durata.
Al termine del periodo, in assenza di riscatto, la proprietà ritornerà al Comune medesimo. Ciò significa che i cittadini che hanno comprato non dispongono della piena proprietà, non possedendo il terreno sul quale instiste il fabbricato, e per acquisirlo dovrebbero sborsare una certa differenza.
Proponiamo pertanto che il Comune dismetta a prezzi non di mercato (per un appartamento di 100 metri, indicativamente 7-8 mila euro) ma di realizzo i diritti di superficie di cui ancora dispone e che sostanzialmente non sa come sfruttare. Si tratta di diversi milioni di euro, di cui la comunità potrebbe beneficiare e che consentirebbero agli utilizzatori degli immobili in diritto di superficie di usufruire finalmente della piena proprietà a fronte di un onere accettabile.
Francesco Fantuzzi
Responsabile Dipartimento Economia e Finanza IDV Emilia Romagna


















Il decreto legge Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività emanato dal Governo il 24 gennaio 2012 dedica un corposo articolo al settore farmaceutico introducendo alcune importanti novità ispirate dalla necessità di favorire la concorrenza e offrire nuove opportunità per i giovani, tra cui la facilitazione dell’accesso alla titolarità delle farmacie garantendone una presenza più capillare sul territorio, l’abolizione del diritto di prelazione dei Comuni sulle stesse, la gestione associata degli aspiranti farmacisti che possono sommare i titoli posseduti per partecipare ai concorsi per il conferimento alle sedi, la liberalizzazione degli orari e dei prezzi con la possiblità di praticare sconti su tutti i farmaci e i prodotti venduti.
Le liberalizzazioni del Governo Monti, cioè le aperture dei mercati delle assicurazioni, dei mezzi di trasporto, di carburanti, gas, trasporti ferroviari e urbani e dei servizi finanziari avrebbero inciso sulle famiglie per quasi 110 miliardi, non comportando quindi alcun vantaggio economico nei confronti di consumatori a cui i benefici dovevano essere rivolti.
Sono sempre più numerose le segnalazioni di donne costrette a partorire nella struttura ospedaliera di Guastalla o di Parma in quanto l’arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia non prevede cure antalgiche per lenire il dolore.
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